La "mia" Cura
- lucagavarini

- 10 feb 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Robert Smith
tecnica mista su carta A3
-galleria privata
----------------------------------------
La prima volta che ascoltai una canzone dei Cure ero in seconda superiore, non mi disse nulla di che, passò alla radio e se ne andò via senza lasciarmi nulla.
Nella compagnia che frequentavo c'era però un ragazzo che li ascoltava: li divorava; mi lasciai influenzare e curioso gli chiesi di duplicarmi i suoi dischi.
Mi arrivò la prima cassetta in rigoroso ordine cronologico.
Lato A “Three imaginary Boys “, lato B “ Seventeen Seconds”: fu una folgorazione totale tanto che bruciai il registratore!
Fu amore profondo, immediato e incondizionato.
Da lì un susseguirsi di ascolti, scritte, disegni, libri, traduzioni dei testi, poster, foto, bandiere, il concerto del tour di Disintegration all'arena di Milano.
Quella musica iniziò ad accompagnarmi, mostrandomi un mondo diverso da quello che avevo vissuto fino a quel momento, quell'attitudine, oscura, nostalgica mi dava la sensazione di conforto e di riparo, là dove gli altri avvertivano soltanto qualcosa di deprimente.
Ci sono stati periodi di silenzio, ma pur senza un materiale ascolto in realtà non è mai cambiato nulla, scavando soltanto più in profondità dentro di me.
L'ultimo concerto nel 2019, una serata di aperitivi ad oltranza e biglietti presi al volo, a Firenze in una serata del Firenze Rock.
Da un certo punto di vista fu come tornare indietro nel tempo, con una spasimante attesa ed emozione giovanile. Ricordo che circa un' ora prima dell'inizio del concerto lasciai il fondo del pit dove ci eravamo posizionati per andare con un amico a prendere da bere, c'era una luce bellissima e respirai quell'aria come a volermi riempire i polmoni non di ossigeno ma di altro.
Ero assolutamente in pace, nessun altro pensiero in testa.
IL concerto fu molto bello, ma ancor di più fu rivedere, dopo 30anni, quell'uomo un po' goffo lì sul palco, felice di suonare, emozionato come un ragazzino, allo stesso modo in cui lo ero io, in quel momento.
Fu davvero una bella esperienza.
Sarò sempre riconoscente ad Alessandro per avermi duplicato quegli LP, a mio nonno per avermi dato le cassette, e a Robert Smith per aver scritto tutte quelle canzoni, che in un modo o nell'altro mi hanno cambiato la vita.


Commenti